Articolo uscito su Bollettino Parrocchiale Mori e la sua gente del Natale 2022 N°100
INTERVISTA A MARIO GALVAGNI
Buongiorno Mario, tu sei sempre stato tra le colonne portanti del “Gruppo Kusaidia”, nonché il suo primo Presidente. Chiediamo quindi la tua disponibilità per conoscerne meglio le finalità e le attività promosse nel corso degli anni.
Quando è nato il Gruppo e quali sono gli scopi che intende perseguire?
Il Gruppo è nato nell’anno 2000 grazie alla iniziale volontà di dodici soci fondatori che, nell’atto costitutivo, hanno posto l’attenzione sui seguenti obiettivi:
– promuovere il volontariato internazionale e cooperare allo sviluppo ;
– ispirarsi ai principi della solidarietà, dei diritti umani, della pace;
– promuovere la cooperazione internazionale come via maestra per un mondo fondato su relazioni
eque e pacifiche, nel rispetto della pari dignità delle persone, dei popoli e delle culture;
– privilegiare progetti finalizzati all’autosviluppo organico delle regioni rurali nei paesi poveri (presidi umanitari, problemi energetici, acquedotti ed irrigazioni, valorizzazione del mondo femminile e giovanile, formazione,ecc.) con il coinvolgimento della popolazione locale e tenendo
conto delle loro aspirazioni;
– ispirarsi ai principi tesi a responsabilizzare pienamente i beneficiari promuovendo progetti che
siano efficaci e duraturi, mirati a creare nella popolazione una presa di coscienza delle potenzialità locali in termini di risorse umane e ambientali;
– assegnare priorità ai bisogni urgenti delle popolazioni (acqua, sanità, istruzione, organizzazione
sociale);
– promuovere iniziative di autofinanziamento.
Perchè avete scelto il nome “Kusaidia”?
Il termine “Kusaidia”, in lingua swahli, significa “Aiutare – Assistere – Sostenere” perché il compito del nostro Gruppo non è quello di sostituirci alle popolazioni locali, ma di collaborare con loro condividendo progettualità e lavoro.
Quali sono i principali progetti che avete realizzato nel corso degli anni?
I progetti realizzati hanno interessato principalmente il territorio della Tanzania perché già nel 1992 avevo avuto modo di conoscere le persone e le problematiche del territorio prestando la mia collaborazione presso le missioni di Padre Remo Villa; sempre nei medesimi anni ho condotto poi qualche esperienza anche in Kenya.
Voglio ricordare:
– la progettazione e la costruzione della scuola per ragazze a MATEMBWE nel 1993;
– la progettazione e la costruzione della chiesa di IGOMBOLA, nata dalla spontanea collaborazione
tra più villaggi, terminata nel 1994;
– la progettazione e la costruzione dell’acquedotto per il paese di MTAKUJA, realizzato in totale autonomia dagli abitanti locali nel 1995;
– l’attivazione di una segheria per tronchi a MATEMBWE, ricevuta in dono dal comune di Pinzolo,
della quale il Gruppo ha curato lo smontaggio, la spedizione e la messa in funzione, nel 1996;
– il finanziamento della costruzione di un pozzo di acqua potabile in Kenya, terminato e collaudato
nel Natale del 2003;
– la progettazione e il finanziamento di un grande ospedale ad IKONDA, nel sud del Tanzania, terminato nel luglio del 2006, riconosciuto poi dal Ministro della Sanità come una delle più grandi strutture sanitarie del Paese;
– la progettazione e la costruzione di un asilo per bambini di LYAMLUKI a Makambako dove era parroco P. Remo Villa nel 1997;
– la progettazione dei lavori di un centro sociale per i ragazzi di IFAKARA, nel sud-est del Tanzania;
– l’attivazione del “PROGETTO MAIALINO” realizzato in diversi villaggi della zona di IKONDA,
attraverso la creazione di cooperative di donne, impegnate nell’allevamento di maialini, per autofinanziare lo studio dei figli e il sostentamento della famiglia;
– il sostegno al “Centro Tumaini” che accoglie i bambini abbandonati o sieropositivi, a MTWANGO”;
– la costruzione di pozzi di acqua potabile nella zona di LYAMLUKI, dove persisteva una lunga siccità;
– la progettazione e l’assistenza nella costruzione di una scuola professionale per 500 ragazze nella città di NJOMBE, nel 2001;
– la progettazione di un grande edificio per l’università di IRINGA, nel 2001.
Quali sono le modalità con cui realizzate i progetti?
Come consuetudine di “Kusaidia”, per ogni intervento, recepite le esigenze della popolazione locale, viene curata la progettazione e assicurato il supporto tecnico e finanziario dell’opera, mentre la costruzione delle strutture è affidata alle capacità delle maestranze locali.
Infatti la finalità del Gruppo, ispirato ai principi della solidarietà, della cooperazione e della pace, è di promuovere l’incontro con culture diverse, sostenere i progetti di vitale e primaria importanza come la sanità, l’acqua, l’istruzione e la valorizzazione del ruolo della donna, responsabilizzando le popolazioni locali attraverso il coinvolgimento nella realizzazione. Anche i materiali necessari vengono acquistati in loco per favorire lo sviluppo economico del Paese.
Quali attività di sensibilizzazione avete proposto sul nostro territorio?
Per il gruppo è stato sempre importante creare una sinergia tra la nostra realtà e le popolazioni locali per sensibilizzare e condividere i vari progetti attuati. Assieme al Gruppo ci sono anche e soprattutto tante persone che hanno contribuito in vari modi al raggiungimento dei vari obiettivi. Dobbiamo sicuramente ringraziare tutti coloro che ci hanno sempre sostenuto materialmente contribuendo alla raccolta dei fondi necessari. Voglio ricordare che il Gruppo è sempre aperto per accogliere eventuali volontari interessati alle nostre iniziative.
Sono state organizzate molte serate per la presentazione dei progetti e per la conoscenza dei territori coinvolti e attivati ventidue incontri nelle scuole e negli asili della provincia e al “Centro diurno” di Mori per veicolare valori di solidarietà e cooperazione, attraverso la scoperta di giochi, tecniche di disegno e racconti originali della Tanzania.
Le mostre di quadri degli artisti della scuola“Tinga -Tinga”, attraverso il mondo dell’arte, hanno saputo avvicinare e interessare tante altre persone alle problematiche del Territorio.
Quali sono i progetti su cui attualmente state lavorando?
Padre Remo, nei due anni di servizio nella parrocchia di Tura, aveva attivato una serie di progetti. Purtroppo con la sua morte sono rimaste delle opere importanti da completare ed altre da realizzare.
In particolare in questo periodo stiamo raccogliendo fondi per la costruzione di una “mensa” per la scuola della parrocchia: i bambini infatti attualmente mangiano seduti per terra, senza nemmeno una tettoia dove ripararsi durante la stagione delle piogge.
Padre Remo aveva anche iniziato la costruzione dell’asilo, la cui frequenza è diventata obbligatoria per poter accedere al grado successivo dell’istruzione primaria. Aveva ultimato le pareti perimetrali dell’edificio: una delle attuali priorità è terminare l’opera con il tetto. Il “Gruppo Kusaidia”, da sempre attento alle richieste di collaborazione, sarà comunque sempre disponibile e aperto a sostenere altri progetti.



