Articolo uscito su Bollettino Parrocchiale Mori e la sua gente del Natale 2025 n° 109

Ogni anno tutto il mondo festeggia il Natale, festa cristiana per la nascita di Gesù, Emanuele, Dio con noi.

In swahili, lingua nazionale della Tanzania, Krismasi significa “Natale”.

Krismasi njema è un saluto natalizio che significa “Buon Natale”.

In Tanzania Krismasi è una festa nazionale, anche se non tutti sono cristiani. Questo è perché la Tanzania ha un’atmosfera di tolleranza e armonia religiosa. L’inno nazionale riflette quest’orgoglio per cui viene nominato il nome di Dio.

In Tanzania dicembre è il mese delle vacanze: tutte le scuole sono chiuse e tutti sono a casa, in famiglia, per celebrare Krismasi.

Infatti Krismasi, come da tradizione, per i Tanzaniani è la festa della famiglia da trascorrere appunto in famiglia. In alcuni tribù come i Wachaga, che si trovano sul Kilimanjaro, tutti coloro che vivono lontano, tornano a casa per celebrare Krismasi, come per gli Ebrei dell’Antico Testamento che dovevano tornare a Gerusalemme per la Pasqua.

La Tanzania festeggia uno Krismasi più spirituale che sociale. La celebrazione è importante per le comunità cristiane che la vivono con canti, messe, balli e feste, sia in famiglia che in comunità. La celebrazione è profondamente radicata nella fede cristiana, con un’enfasi sui sacramenti. È consueto per i cattolici, prima del giorno di Krismasi, fare un cammino spirituale: catechesi, ritiri, novena e confessioni.

È una festa che si celebra senza sfarzo, senza tanta forma di eccessivo consumismo né di opulenza, anche prima del giorno di Krismasi, nelle chiese, nelle comunità religiose e negli uffici pubblici, più che nelle famiglie, c’è l’usanza di fare l’albero di Natale e preparare il presepe. Questo avviene più o meno dopo l’ultima domenica di Avvento, non come in occidente che si comincia anche con molto anticipo. Non ci sono tanti addobbi, luci e grandi cenoni. Insomma, non è una festa molto commerciale e non c’è l’eccesso di decorazioni e shopping tipico di altre culture. Tuttavia si usa vestirsi a festa, specialmente durante le celebrazioni liturgiche.

Il giorno della vigilia di Krismasi, i Cattolici e altri cristiani si ritrovano nelle rispettive chiese. Nel giorno di Krismasi stesso, la centralità è la santa Messa.

Per quanto riguarda la cucina, i piatti tipici del giorno di Krismasi variano a secondo delle zone tribali del popolo tanzaniano. Nella zona di Tura, nella Tanzania centrale, i piatti tipici gustati per queste festività sono il riso e i fagioli accompagnati dalla carne di pollo o di agnello, capra, mucca, bovino e maiale. Gli adulti bevono l’alcool, pombe, fatto in casa, mentre per i bambini c’è del succo. Verdura e frutta vengono poco consumate.

Krismasi è anche la festa per i bambini più disagiati che sono ospitati nei diversi collegi ecclesiali, privati o statali perché ricevono qualche dono dai benefattori, dalle comunità e da varie associazioni.

Per i Cattolici, il 26 dicembre è dedicato ai bambini che vengono denominati “infanzia santa”, utoto mtakatifu, che si vestono di bianco e giallo, si radunano nelle parrocchie, a volte nella cattedrale, per celebrare la festa dei bambini innocenti. Il 28 dicembre tornano nelle loro case e famiglie pronti per la celebrazione del Capodanno.

Auguro a tutti Krismasi njema cioè “Buon Natale”.

Padre Paschal Ighondo